Pedofilia, mons. Scicluna: ”Inferno più duro per i sacerdoti colpevoli di abusi’
Fonte:Adnkronos 29 maggio, ore 16:35
Città del Vaticano – (Adnkronos/Ign) – Il promotore di giustizia della Congregazione della Fede: ”Chi dopo essersi portato ad una professione di santità distrugge altri tramite la parola o l’esempio sarebbe davvero meglio per lui che i suoi malfatti gli fossero causa di morte”. Abusi, la denuncia di Bagnasco: ”Possibile che vi siano state coperture anche in Italia.
Città del Vaticano, 29 mag. (Adnkronos/Ign) – Dal Vaticano arriva una nuova autocritica e un monito severo rivolto a sacerdoti e vescovi colpevoli di abusi sessuali. Il tutto è avvenuto questa mattina nella basilica di San Pietro nel corso della preghiera di intercessione e riparazione celebrata da mons. Charles Scicluna, Promotore di giustizia della Congregazione per la dottrina della fede, cioè il procuratore generale vaticano per i casi di pedofilia commessi nella Chiesa.
Oggetto della meditazione di Scicluna un passo del Vangelo di Marco nel quale Gesù afferma che chi ”scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare”. Il procuratore di giustizia vaticano ha riportato il giudizio che veniva dato di queste parole ”terribili” da San Gregorio Magno, il quale rilevava che questi peccati sono molto più gravi se commessi da un religioso, tanto che per loro anche le punizioni dell’inferno saranno più dure.
”Misticamente espresso nella macina d’asino è il ritmo duro della vita secolare mentre il profondo del mare sta a significare la dannazione più terribile”, ha osservato. ”Chi dopo essersi portato ad una professione di santità distrugge altri tramite la parola o l’esempio – ha detto Mons. Scicluna ripetendo la citazione – sarebbe davvero meglio per lui che i suoi malfatti gli fossero causa di morte essendo secolare, piuttosto che il suo sacro ufficio lo imponesse come esempio per altri nelle sue colpe, perché tendenzialmente se fosse caduto da solo il suo tormento nell’inferno sarebbe di qualità più sopportabile”.
Il Promotore di Giustizia vaticano ha sottolineato che la ”Chiesa ha sempre avuto cura per bambini e deboli” e che il bambino è ”icona del discepolo che vuole essere grande nel Regno dei Cieli”. Per questo, ha aggiunto, ”accogliere il Regno di Dio come un bambino significa accoglierlo con cuore puro, con docilità, abbandono, fiducia, entusiasmo, speranza”. ”Quanto invece diventa arida la terra e triste il mondo – ha proseguito – quando questa immagine così bella, quando questa icona così santa è calpestata, infranta, infangata, abusata, distrutta. Esce dal cuore di Gesù un grido di eco profonda, ‘lasciate che i bambini vengano a me’: non glielo impedite, non siate d’inciampo nel loro cammino verso di me, non ostacolate il loro progresso spirituale, non lasciate che siano sedotti dal maligno, non fate dei bambini l’oggetto della vostra impura cupidigia”.
NOSTRO COMMENTO: il clero corrotto che ha abusato dei bambini segua quanto scritto nel Vangelo di Marco e, cioè: Gesù afferma che chi ”scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare” Allora che si vadano a buttare a mare con grossa pietra al collo sia loro sia chi ha consentito che ciò potesse avvenire. Amen!